Incanto avvelenato
Settembre. Perlustro un giardino che si affaccia sul mare possente, oggi docile e tranquillo. Mi affascina, e guida i miei passi alla scoperta di tutte le sue piante piene di mistero,gli alberi incantati, sterrato e fontane senza tempo, e stendermi per riposare sul suo muschio verde scuro ricoperto di salsedine. Al centro sotto una quercia grande illesa,tenebrosa e subdola,c’è un roseto fresco ammalato dal malessere. Non richiama aiuto, non ne ha più forze, ne ha posato rimasugli su dei germogli nuovi contando di farcela da solo. Eppure le sue foglie sono ruggine strazio, le ultime rimaste dopo un lungo pianto che l’hanno svestito. I suoi rametti piangono catene vecchie e le sue spine sono grigie pietre, ormai cadute tutte per quanto si è difeso. Selvatico velluto schiuso a metà di un rosso sangue sacro, che lotta contro quest’immensa ombra. Lascia che io ti copra col caldo del cuore , a finché tu stia bene mentre paziente poto i rami perché ci arrivi il sole, tolg...